minchia

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minchia (amata m.; non mi scassi la m.; non capiscono una m.; amata m.; quella enorme m. vegetale; Che m. di ragionamento!) [FF1 130-131 “Minchia: pudicamente, Vincenzo Mortillaro, marchese di Villarena, autore del Nuovo Dizionario siciliano-italiano, del 1876, non registra la voce; il Biundi vi dedica un rigo: voce oscena, coso. Quotidianamente e universalmente pronunciata, la parola ha finito per perdere il suo significato originario per diventare esclamazione di stupore, di rabbia, di indignazione, ecc. Minchiata: stupidata. Notare che il sesso maschile, in Sicilia, si designa con un sostantivo femminile, e viceversa”] CC 32, 51, 110, 132, 136; FF 13, 21, 90; SC 18, 19, 27, 34, 56, 61, 68, 78, 83, 85, 107, 115, 131, 132, 150; BC 86; FA 14 (15), 16 (18), 19 (20), 39 (43), 40 (43), 144 (159), 146 (161), 148 (162); BFC 54;

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