parannanza

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parannanza (parannanze) [roman.: grembiule; “Un’eccezione, forse più apparente che reale, è costituita da parannanza ‘grembiule da cucina o da lavoro’, ricorrente nei romanzi camilleriani. Non c’è dubbio che, come indicano tutti i dizionari italiani, si tratti di un vocabolo romanesco; ma il fatto stesso che venga accolto largamente dalla lessicografia in lingua sembra certificarne la diffusione anche al di fuori del parlato capitolino. Per averne una riprova basta lanciare una ricerca su Google; si scopre che moltissimi siti di vendita online (compresi alcuni dei più noti) hanno le parannanze tra gli articoli acquistabili. È quindi ben probabile che Camilleri lo adoperi percependolo non come dialettismo, bensì come parola italiana (quale ormai può considerarsi a tutti gli effetti, così come oggi per mozzarella non si parlerebbe di napoletanismo, di là dall’origine). Si noti tra l’altro che parannanza compare nel narrato e non nei dialoghi (almeno a quanto sono riuscito a vedere); per esempio: «La musica attaccò e spuntò uno con una parannanza grigia [...]. Subito da darrè il cancello trasirono sei persone con la stessa parannanza» (A. Camilleri, Il birraio di Preston, Palermo, Sellerio, 1995, p. 46); «Stavolta trasì un omone [...] tutto vestito di bianco, una parannanza bianca e un cappello macari isso bianco» (A. Camilleri, Il re di Girgenti, cit., p. 27); «Si fici avanti un altro, vistuto come un giardiniere, con una parannanza lorda che fitiva e con una pala in mano» (A. Camilleri, La pista di sabbia, Palermo, Sellerio, 2007, p. 89). Un caso diverso è un discorso indiretto libero orientato su Montalbano: «I cochi si portano appresso la loro pirsonali parannanza e il loro cappeddro a tubo? ’Na parannanza capace che s’attrovava in qualichi supermircato, ma il cappeddro?» (A. Camilleri, Il cuoco dell’Alcyon, cit., p. 180)” L. Matt, Lingua e stile della narrativa camilleriana, in Quaderni camilleriani, vol. 12, 2020,  p. 58, n. 65. La parola, oltre che nei titoli citati da Matt, compare anche in Gran circo Taddei (“Gnazia cavò dalla parannanza ‘na fotografia e gliela pruì” p. 178), La regina di Pomerania (“Si mittiva ’na parannanza bianca, un cappiddruzzo puro bianco” p. 45), Le vichinghe volanti (“si mittivano tutte le scarpi commode e ’na parannanza bianca per non allordarisi i vistiti”, pp. 294-295), La rete di protezione (“Montalbano, ’n maniche di cammisa, e proteggiuto da ’na parannanza” p. 115), Esercizi di memoria (“Il regista Luciano Mondolfo, indossata una parannanza, se ne stava davanti alla cucina a gas” p. 204)] BP 38, 47, 50.